
Sessant’anni di storia: continuano gli incontri con i professori che hanno costruito il Pentasuglia, in sinergia con il FAI.
Proseguono le iniziative organizzate per celebrare il sessantesimo anniversario dell’Istituto “G.B. Pentasuglia” di Matera. Un percorso di memoria e testimonianza che vede protagonisti i docenti che, nel corso dei decenni, hanno contribuito a costruire l’identità della scuola, alla presenza dei referenti delle celebrazioni, della delegazione FAI del Pentasuglia e di una rappresentanza degli studenti delle classi terze del Liceo Scientifico Scienze Applicate e dell’Istituto Tecnologico.
Particolarmente coinvolgente è stato l’incontro con i professori Francesco Niglio e Michele Pentasuglia, due figure storiche dell’insegnamento di Italiano e Storia, protagonisti di decenni di vita scolastica e testimoni diretti della crescita dell’istituto.
Il professor Michele Pentasuglia ha ripercorso le origini della scuola, ricordando come negli anni Sessanta essa dipendesse dall’Istituto Tecnico Industriale “Augusto Righi” di Taranto. Con il raggiungimento dell’autonomia nel 1966 maturò la necessità di attribuire una propria identità all’istituto materano. La scelta cadde sulla figura di Gianbattista Pentasuglia, un suo antenato, patriota materano ed unico lucano a partecipare alla Spedizione dei Mille.
Negli stessi anni prese avvio un intenso processo di crescita. Venne potenziata la biblioteca scolastica e si consolidò l’indirizzo di Chimica Industriale, al quale si affiancò nel 1968 l’indirizzo di Elettrotecnica. Tra i diversi corsi nacque una sana competizione che contribuì ad elevare la qualità dell’offerta formativa, tanto da rendere necessario, in alcuni periodi, l’accesso regolato sulla base del rendimento scolastico degli studenti.
L’espansione dell’indirizzo Chimica fu favorita dal grande sviluppo industriale della Val Basento, che in quegli anni rappresentava uno dei principali poli produttivi del Mezzogiorno. Numerosi diplomati trovarono impiego nelle industrie chimiche e manifatturiere del territorio, contribuendo al prestigio dell’istituto.
Tra i ricordi più significativi emersi durante l’incontro vi sono quelli legati al clima di forte fermento sociale, culturale e politico che caratterizzò Matera e l’intera Basilicata tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta. Furono anni segnati da una intensa partecipazione studentesca e civile, in un territorio che rivendicava maggiori opportunità di sviluppo, occupazione e crescita sociale.
In questo contesto è stato ricordato il grande corteo degli studenti materani e l’occupazione dell’ITIS nel 1970, quando gli studenti aderirono alle mobilitazioni che attraversavano il Paese. Dopo alcuni giorni di occupazione, l’intervento delle forze dell’ordine portò allo sgombero dell’istituto e alla denuncia di alcuni studenti coinvolti.
Nel corso dell’incontro è stata inoltre ricordata la figura di Don Giovanni Mele, docente dell’istituto e sacerdote profondamente impegnato nella realtà sociale materana. Attraverso la sua azione pastorale nelle periferie cittadine e la costante attenzione ai bisogni degli ultimi, Don Mele rappresentò una delle voci più sensibili ai temi della giustizia sociale e della promozione umana. Il suo impegno si inserì in quella stagione di rinnovamento culturale e religioso che coinvolse anche una parte significativa del mondo cattolico lucano, contribuendo ad alimentare il dibattito sui problemi delle periferie, dell’emarginazione e dello sviluppo del territorio. In particolare è stato richiamato il cosiddetto “processo della diocesi“, una vicenda che suscitò ampio dibattito nella comunità ecclesiale e cittadina e che rappresentò uno dei momenti più significativi del confronto tra istanze di rinnovamento sociale e realtà istituzionali del tempo.
Dal 1969 al 1973 il professor Ferrandina guidò la scuola come preside incaricato, accompagnandola in una fase decisiva di consolidamento. Negli anni Settanta si registrò una vera e propria esplosione delle iscrizioni, segno della crescente fiducia delle famiglie nei confronti della formazione tecnica.
Tra le tappe fondamentali dello sviluppo dell’istituto si ricordano:
- 1962: nasce come sede distaccata dell’Istituto “A. Righi” di Taranto
- 1966: conseguimento dell’autonomia dall’I.T.I.S. “Righi” di Taranto;
- 1968: avvio dell’indirizzo Elettrotecnica;
- 1070: introduzione dell’indirizzo Informatica, tra i primi nel Mezzogiorno a cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie;
- 1984: istituzione dell’indirizzo Meccanica;
- 1995: nascita dell’indirizzo Scientifico Tecnologico, poi evoluto nell’attuale Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate
Numerosi sono stati i docenti ricordati con affetto e riconoscenza. Tra questi il professor Damiano Di Serio, figura storica della Matematica e dell’organizzazione scolastica; i professori Ribecco e Gandelieri, protagonisti della crescita della specializzazione Chimica; il professor Tommaso Loperfido, pioniere dei primi progetti di informatizzazione della pubblica amministrazione locale; ed Eustachio Dragone, docente di Educazione Fisica e storico vicepreside, apprezzato per il suo instancabile lavoro organizzativo.
Un motivo di particolare orgoglio per tutti i docenti è sempre stato il successo degli studenti, molti dei quali hanno proseguito brillantemente gli studi universitari o intrapreso importanti percorsi professionali. Non mancavano, infatti, gli apprezzamenti provenienti dai docenti universitari per la preparazione degli allievi provenienti dal Pentasuglia.
Tra gli ex studenti che hanno successivamente intrapreso il percorso sacerdotale sono stati ricordati Don Angelo Tataranni e Don Biagio Colaianni, testimonianza della varietà delle strade professionali e umane intraprese dai diplomati dell’istituto.
L’incontro si è concluso tra ricordi, aneddoti e riflessioni sul valore della scuola come luogo di crescita culturale, civile e umana. Una memoria preziosa che continua a ispirare le nuove generazioni e a rafforzare il legame tra il Pentasuglia e il territorio materano.
La storia continua…


