Gli anni Sessanta: l’elettrotecnica e il futuro che prende forma

Correva la fine degli anni Sessanta e l’elettrotecnica viveva una fase di grande espansione, sostenuta dalla crescente industrializzazione del Paese e dalla forte domanda di tecnici specializzati. L’Italia del boom economico vedeva entrare nelle case nuovi elettrodomestici, la televisione diventava il centro della vita familiare e il benessere diffuso modificava abitudini e consumi. Nelle aziende, motori elettrici, trasformatori, impianti industriali e sistemi di automazione rappresentavano le tecnologie più avanzate del tempo.

Le fotografie qui raccolte furono scattate nell’anno scolastico 1968-1969 e testimoniano una stagione importante per l’Istituto “Pentasuglia” e per la città di Matera.

Eravamo in piena evoluzione tecnologica e la scuola cresceva costantemente nel numero degli iscritti. Ci diplomammo nel 1969, al termine di un percorso di studi rigoroso e selettivo. L’istruzione era fortemente incentrata sulla preparazione culturale e tecnica e il conseguimento del diploma rappresentava un traguardo tutt’altro che scontato.

Si proseguiva negli studi e nelle classi successive soltanto superando severe selezioni. Per costruire il proprio futuro occorrevano impegno, costanza e risultati scolastici di alto livello. I prerequisiti per realizzarsi nella vita erano semplici ma impegnativi: essere promossi a giugno e mantenere una media elevata.

Accanto allo studio non mancavano i momenti di svago e di crescita culturale. Restano indelebili i ricordi dei viaggi d’istruzione, come la visita al Palazzo della Civiltà del Lavoro (più noto come Colosseo Quadrato), icona architettonica dell’EUR a Roma, simboli dell’Italia moderna che guardava con fiducia al progresso.

Una serata per ritrovare il tempo: la Quinta A del 1969 si ritrova a Matera

Quelli del 1969.

In piedi da sx: Trevisani, Demma, Galgano, Paolicelli, Guida, Labarile, Quatraro, Orlando, Nicoletti, Locatore.

Accosciati e seduti da sx: Moliterni, prof. Michele Pentasuglia, Ing. Tommaso Ferrandina, Lamacchia, Romano.

Dopo ben cinquantasei anni, il 1° novembre 2024, la nostra classe della Quinta A del 1969 si è ritrovata a Matera per la tradizionale cena tra compagni e docenti. Un appuntamento carico di emozione, memoria e gratitudine, che ci ha riportati idealmente tra i banchi dell’ITIS di via San Pardo, autentica fucina di talenti, periti e insegnanti che hanno segnato la storia della formazione tecnica del territorio.

La classe, composta allora da trentadue studenti, intraprese percorsi di vita differenti ma accomunati dalla solida preparazione ricevuta in quegli anni di studio intenso e rigoroso. Fummo tra i primi candidati ad affrontare gli esami di Stato riformati e uscimmo dall’Istituto pronti a misurarci con le sfide del mondo del lavoro, dell’industria e dell’università.

Alla serata erano presenti anche due figure che hanno lasciato un’impronta profonda nella nostra formazione: il professor Tommaso Ferrandina, guida degli elettrotecnici, e il professor Michele Pentasuglia, punto di riferimento per la lingua e la cultura italiana. Con metodi semplici, efficaci e perfettamente adeguati al contesto culturale dell’epoca, riuscivano a trasmettere non solo il rigore del sapere tecnico e l’amore per la lingua e la cultura italiana, ma anche valori umani destinati a restare nel tempo.

Al centro dell’allegra tavolata sedevano ancora loro, i nostri professori: Pentasuglia, capace di riportarci ai grandi autori della letteratura italiana con passione e chiarezza, e Ferrandina, preciso e rigoroso come le discipline tecniche che insegnava. Maestri di vita prima ancora che di scuola, hanno contribuito a costruire il nostro futuro e continuano a occupare un posto speciale nella memoria di tutti noi.

La sera di Ognissanti del 2024 ci siamo ritrovati ancora una volta insieme. I volti sono cambiati, i capelli si sono fatti bianchi, ma dentro di noi restano vivi gli stessi entusiasmi, le stesse amicizie e gli stessi ricordi: tra turbine e avvolgimenti, amperometri collegati in serie e in parallelo, sogni, studio e speranze. Con il senno di poi di oltre mezzo secolo, abbiamo ripercorso un tempo che non appartiene solo alla nostra giovinezza, ma anche alla storia di una scuola che ha formato generazioni di tecnici e cittadini consapevoli.

Quella cena non è stata soltanto un incontro tra ex compagni di classe: è stata la celebrazione di un legame rimasto intatto nel tempo, della riconoscenza verso i nostri docenti e della consapevolezza che certi anni, certi luoghi e certe persone continuano a vivere dentro di noi molto più a lungo del tempo che passa.

Oggi la tecnologia ha compiuto passi che allora sarebbero sembrati impensabili. Anche queste vecchie fotografie, realizzate con una semplice macchina fotografica analogica, possono tornare a nuova vita grazie all’Intelligenza Artificiale: restaurate, migliorate e colorizzate, continuano a raccontare la storia di una generazione che ha vissuto gli anni del cambiamento e ha contribuito a costruire il futuro.

Circuiti di vita e di amicizia – La rimpatriata della 5ª A Elettrotecnica

Oggi la tecnologia ha compiuto passi che allora sarebbero sembrati impensabili. Anche queste vecchie fotografie, realizzate con una semplice macchina fotografica analogica, possono tornare a nuova vita grazie all’Intelligenza Artificiale: restaurate, migliorate e colorizzate, continuano a raccontare la storia di una generazione che ha vissuto gli anni del cambiamento e ha contribuito a costruire il futuro.

Articolo realizzato con il contributo di Giovanni Orlando